Pulcinella nacque come maschera della Commedia dell’Arte
nel1609, a Napoli, per opera di Silvio Fiorillo, che ne fece il protagonista
comico di una commedia, La Lucilla costante, pubblicata più tardi, nel 1632.
Pulcinella riassume quasi interamente i caratteri del tipo teatrale tanto da
esibirsi sulle scene per quattro secoli, vive di scherzi e dispetti, e si
contrappone sin d’ora ad un borioso Capitano spagnolo, Pulcinella ha il compito
di contrastarlo in vario modo, facendosi carico dell’ostilità popolare per i
prepotenti in generale e per i dominatori stranieri in particolare. Lo stato di
conflitto non infrequentemente della scena debordava nella vita, e alcuni dei
Pulcinella pagarono duramente il coraggio della loro sfida, con le bastonate e
la morte. Pulcinella Citrullo é
inequivocabilmente, Napoli, nel senso che attraverso la sua maschera i
napoletani hanno elaborato la più completa immagine di se stessi, sia nel senso
che, storicamente, la maschera è stata assunta dal resto dell’Italia e
dell’Europa per conoscere e rappresentare il tratto socio-antropologico di
Napoli. Qualunque fosse il valore di queste rappresentazioni e
auto-rappresentazioni, è innegabile che esse poggiassero in qualche modo su un
fondamento reale, dal momento che in Pulcinella s’individuano immediatamente
alcuni tratti fondamentali della cultura napoletana, il barocco popolaresco
associato al patetismo e alla sua controparte ironica, la parodia e lo
sberleffo. Pulcinella è il guardiano e della bottega, capita spesso di trovarlo
ancora oggi nelle dimore popolari di Napoli (ma anche se meno frequente in
quella borghesia), statuina di gobbo portafortuna, con mano-chiari simboli
scaramantici-la scopa o il corno o il ferro di cavallo, e spesso con l’altra
mano in atto a fare le corna. Sul fine dell’ottocento fu addirittura notato sul
terrazzo di una villa un bellicoso Pulcinella tra due batterie di cannoni. Pulcinella asserisce al mondo
dei pennuti, il cappuccio a forma di guscio d’uovo, la testa di volatile con
l’occhio pollino rotondo e il naso a forma di becco, il camicione bianco con
maniconi amplissimi a forma d’ali. Egli ripete tutte le connotazioni che i
sistemi simbolici tradizionali attribuivano ad appartenenze di questo tipo: la
simbologia gallinacea ha caratterizzato, soprattutto nella cultura occidentale,
in modo particolare il mondo dei buffoni e delle figure della trasgressione e
della follia. Il significato più forte del simbolismo gallinaceo è certamente
quello fallico. Il dimorfismo sessuale dei pennuti all’ambivalenza sessuale,
infatti, Pulcinella non è soltanto il possente gallo fallico, ma anche, come
suggerisce il suo nome, la”gallinella”: il gallo è anche un emblema di lussuria.